Usura bancaria

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Le banche sono un’importante istituzione per il nostro Paese e nessuno intende demolire o demonizzare questa importante risorsa. Tuttavia accade a volte che il rapporto con il cliente (generalmente un piccolo imprenditore, una impresa) diventi illecito.  Ultimamente questi illeciti sono cresciuti mettendo a rischio l’esistenza di molte imprese italiane e di conseguenza decine di migliaia di posti di lavoro.
 
ANATOCISMO 
Negli ultimi mesi sono state emesse in Italia diverse condanne ottenute attraverso sentenze e ordinanze nei confronti di banche che hanno praticato l’anatocismo. Come quelle degli istituti Ing, Deutsche Bank e Bpm.
Ma cos’è esattamente l’anatocismo? Si tratta di una parola che deriva dal greco anà (sopra, di nuovo) e tokòs (interesse) e definisce la capitalizzazione degli interessi sugli interessi così gli interessi calcolati sul capitale possono fruttare altri interessi (si chiama capitalizzazione composta infatti gli interessi sono definiti composti).
Detto in maniera più semplice l’anatocismo è il calcolo degli interessi, sugli interessi, ecc.
Un esempio di anatocismo è quello che vede sommare al capitale di debito residuo gli interessi maturati.
Il debitore cui venisse applicato l’anatocismo, in caso di obbligazione pecuniaria, dal punto di vista giuridico, si vedrebbe obbligato al pagamento sia del capitale, sia degli interessi pattuiti, ed anche degli ulteriori interessi applicati agli interessi scaduti.
È noto che le banche utilizzino tale sistema ogni tre mesi: in questo caso si parla di anatocismo bancario o anche di “capitalizzazione trimestrale degli interessi”. Con tale sistema, le banche hanno a lungo liquidato gli interessi a debito del correntista con frequenza trimestrale, mentre gli interessi a credito dello stesso erano liquidati con cadenza annuale: una delle tante disparità, insomma, nei contratti tra istituto di credito e cittadino.
Per chiarire quanto possa incidere questa prassi in un contratto di conto corrente bancario, prendiamo ad esempio il seguente conteggio. Supponiamo che un correntista nell’arco del decennio 2004 – 2014 abbia uno scoperto medio sul conto corrente di 10.000,00 € e un tasso di interesse passivo medio di  10% annuo. Con la capitalizzazione trimestrale, gli interessi nel decennio ammonteranno ad 16.868,57 €  mentre senza capitalizzazione essi ammonteranno ad € 10.005,48.
Nonostante il codice civile vieti di introdurre interessi anatocistici, le banche hanno comunque utilizzato a lungo tale tecnica. Senonché la Corte di Cassazione con una nota sentenza abbia affermato l’illegittimità degli addebiti bancari per anatocismo anche per il passato.
Purtroppo il sistema sanzionatorio è debole, trattandosi di illecito civile e non penale. Tuttavia il giudice può riconoscere un danno esistenziale e biologico.
USURA BANCARIA 
Nell’ordinamento giuridico italiano l’Art. 644 del Codice Penale introduce come fattispecie normativa l’usura bancaria. Il 7 Marzo del 1996, con la L. 108, essa viene ridisegnata in modo innovativo e modificata profondamente. Il parametro oggettivo rappresentato dal Tasso di Soglia d’Usura, ex Art. 2 della stessa L.108/96, diventa un elemento numerico certo, un limite da non superare.
Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato.

COME DIFENDERSI DALL’USURA BANCARIA 

Un esempio tra i tanti il risultato ottenuto da SDL CENTRO STUDI SPA con una famiglia in difficoltà dove la banca apre un pignoramento. Questa volta però per la Banca vita dura: sospesa infatti l’esecuzione per Usura.
Purtroppo, come ha evidenziato l’Espresso in un articolo del 4 febbraio 2015:  “da qualche mese il Tribunale del capoluogo lombardo, dove hanno sede legale parecchi istituti di credito, ha iniziato a respingere le cause di usura bancaria. Motivando così la scelta: le perizie tecniche devono essere svolte secondo i criteri fissati dalla Banca d’Italia. I cui azionisti, però, sono gli stessi istituti”. Paradossale considerando che invece nel resto d’Italia le ragioni dei consumatori continuano a prevalere.
Le uniche cifre sono quella della Fondazione Sdl che, analizzando circa 150 mila prodotti bancari,  ha rilevato in numerosi casi la presenza di usura oggettiva ai sensi del codice penale.
Con una pre-analisi gratuita che poi si può trasformare in perizia per chi decide di fare valere i propri diritti contro la banca si può andare a individuare eventuali anomalie finanziarie, chiedendo il rispetto dei diritti del cliente e trovando un accordo, non uno scontro, tra la banca e il cliente.
TRUFFA CONTRATTUALE 
Quando viene commessa una truffa contrattuale? Può succedere che gli istituti di credito rilascino, in materia bancaria, una mendace informazione sul possibile  rischio di operazioni concluse da parte dei funzionari di un istituto di credito.
Questa prassi è qualificata come reato a tutti gli effetti quando rilasciano  in conclamata violazione del generale principio di buona fede negoziale, oltre che degli specifichi obblighi previsti dalla legge sulle Società d’intermediazione mobiliare.
COME DIFENDERSI DALLA TRUFFA CONTRATTUALE 
 
Recentemente  la Corte di Appello di Milano, riformando la sentenza assolutoria di primo grado, ha condannato per truffa aggravata alcuni funzionari di banca per aver indotto piccoli e medi imprenditori a porre in essere operazioni finanziarie su derivati valutari mediante raggiri consistiti in informative fraudolente che dissimulavano la elevata rischiosità degli strumenti finanziari negoziati.
Per recuperare le somme perdute, per cercare di annullare gli impegni contrattuali assunti fraudolen- temente, o semplicemente per avere informazioni si può chiedere un parere gratuito a SDL CentroStudi.
FIDEIUSSIONE DI ECCESSIVA ONEROSITÀ

Di frequente le banche per concedere credito ad una società o anche a persone fisiche, richiedono la prestazione di garanzie personali aggiuntive, il più delle volte fornite da soci o da familiari dei soci.

La garanzia che maggiormente viene richiesta è la cosiddetta fideiussione  cioè un atto con il quale una persona si impegna a rispondere con tutto il suo patrimonio dell’obbligazione di un altro soggetto: in pratica un accordo scritto con il quale un soggetto, chiamato fideiussore (solitamente un parente, un conoscente o un socio societario), garantisce un’obbligazione altrui (ad es. un mutuo o un finanziamento), obbligandosi personalmente nei confronti del relativo creditore del rapporto obbligatorio (generalmente una banca o comunque un istituto creditizio).

L’obbligazione del fideiussore ha carattere accessorio rispetto all’obbligazione principale. Ciò vuol dire che essa esiste nei limiti in cui esiste l’obbligazione garantita. Oltre a questo, caratteristica rilevante è che l’entità della fideiussione non può superare il valore del debito garantito e non può essere prestata a condizioni più onerose.
Tuttavia spesso accade che gli istituti di credito, in violazione a quest’ultimo principio, stipulino fideiussioni con la previsione di un capitale in garanzia di gran lunga più elevato del valore del capitale dell’obbligazione principale. Conseguentemente, il fideiussore viene a trovarsi ingiustamente in una evidenze situazione di eccessiva onerosità e difficoltà dalla quale diventa fondamentale potersi adeguatamente difendere dal punto di vista legale.
COME DIFENDERSI DALLA FIDEIUSSIONE DI ECCESSIVA ONEROSITÀ
Innanzitutto potete in qualsiasi momento revocare la fideiussione: in questo caso, però, rimanete obbligati per l’esposizione debitoria maturata al momento della revoca, quindi per tutta l’esposizione debitoria pregressa.
In secondo luogo, come previsto dall’articolo 1953 del codice civile, in alcuni casi (come l’insolvenza del debitore)  potete agire nei suoi confronti del debitore con la cosiddetta “azione di rilievo”, con la quale potete chiedere che questi vi liberi o, se non è possibile, che presti garanzie necessarie per assicurare il soddisfacimento delle vostre ragioni di regresso.
È sempre consigliabile consultare dei professionisti di fiducia prima di firmare una fideiussione, in modo da ricevere tutti i chiarimenti e le informazioni necessarie per valutare il livello di rischio al quale si va incontro.
Se invece avete già firmato, eseguite una verifica periodica della situazione debitoria e della situazione patrimoniale del debitore principale. Pretendete inoltre  dalla banca di avere tutte le informazioni necessarie.

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