Anche la Prefettura di Roma attiva la procedura di sospensione delle procedure esecutive a seguito dell’idonea istanza presentata dal legale di SDL avv. prof. Piero Lorusso.
La ratio della sospensione invocata è certamente quella di consentire l’ammissione ai benefici economici previsti dalla legge, finalizzati a consentire al debitore di riprendere o consolidare l’attività produttiva della sua impresa superando gli effetti pregiudizievoli dell’essere stato vittima dei reati di usura ed estorsione. In tal senso la sospensione dei termini consente al debitore di differire gli atti esecutivi in attesa di ottenere il contributo previsto dalla legge per estinguere il debito.
La norma, pertanto, deve ritenersi eccezionale, in quanto consente di sacrificare gli interessi dei creditori ad una pronta liquidazione coattiva dei beni del proprio debitore, tutelando l’interesse a riprendere l’attività produttiva delle vittime di reati di estorsione o usura che abbiano presentato denuncia penale.
In tal senso il legislatore ha ritenuto di bilanciare i contrapposti interessi con la previsione di un tempo massimo di sospensione, pienamente compatibile con i tempi normativamente dettati per l’istruttoria sulla domanda di erogazione del contributo o del mutuo senza interessi (cfr. regolamento di attuazione della legge in esame, D.P.R. 16 agosto 1999, n.455, che agli artt. 11, 12 e 13 pone termini precisi per la presentazione della domanda di mutuo agevolato, il completamento dell’istruttoria e la delibera sulla istanza da parte del Comitato di Solidarietà, per cui dovrebbero essere sufficienti 90 giorni dalla presentazione della domanda ordinariamente o 120 giorni solo nei casi di particolare complessità).
La piena compatibilità, in via teorica, tra il tempo massimo di sospensione e l’istruttoria sull’erogazione dei benefici è riconosciuta anche a livello amministrativo (cfr. Circolare Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura del 26.1.2006 n.196/BE – BQ).
La possibilità di una proroga (o rinnovazione) del beneficio della sospensione è stata teorizzata, nel silenzio della norma, sulla scorta dell’osservazione del dato fattuale della impossibilità (o estrema difficoltà) di concludere, da parte degli organi a ciò deputati, l’istruttoria per la concessione dei benefici economici (contributo o mutuo senza interessi).
Tali considerazioni si ritrovano infatti sia nella Circolare governativa del 2004, sia in quella qui indicata del 2006 (nella quale si legge che “La realtà di applicazione della legge ha dimostrato che, tranne che in alcuni casi, la definizione delle istanze è stata ottenuta in tempo superiore a quello previsto tanto che in alcune circostanze, per definire domande particolarmente complesse, sono stati necessari addirittura anni”).

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