ABF PALERMO – Usura accertata su prestito Santander spa

ABF PALERMO – Usura accertata su prestito Santander spa

Articolo pubblicato il 31 Ottobre 2019

Di seguito un importante decisione del Collegio di Palermo il quale attesta il superamento del Tasso soglia nel contratto di finanziamento con la Santander sottoscritto dal nostro cliente.

Nella decisione viene confermata la precisione dei nostri calcoli, e la corretta applicazione della normativa da noi esposta, includendo nel costo del finanziamento anche la polizza assicurativa.

Il collegio accertando l’usurarietà del rapporto, riconosce l’applicazione dell’art. 1815 cc e la conseguente gratuità del finanziamento. La finanziaria ha pertanto rimborsato tutti gli interessi, la polizza ed il costo dell’istruttoria per un importo complessivo di € 2.689,00

2019_08_13_ID 115 Santander ABF Palermo_2689_USURA

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ABF BARI – Accolto Ricorso contro Unicredit spa – € 7.899,47

ABF BARI – Accolto Ricorso contro Unicredit spa – € 7.899,47

Articolo pubblicato il 28 Ottobre 2019

Ancora un’altra conferma dell’efficace azione di tutela da parte della SDL CENTROSTUDI Srl nei confronti dei consumatori.

A seguito di una verifica su un prestito personale abbiamo accertato l’errata indicazione del TAEG. Il cliente ci ha affidato l’incarico ed abbiamo prontamente presentato un ricorso in sua tutela.

Il collegio di BARI ha accolto la correttezza dei calcoli e delle interpretazioni giuridiche da noi sostenute. Al cliente SDL è stata riconosciuta l’applicazione del tasso sostitutivo BOT, per un vantaggio complessivo di € 7.899,47 oltre 250,00 di rimborsi.

2019_01_21 ABF Bari - Unicredit ID 1396

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ABF PALERMO – Accolto Ricorso contro Compass spa – € 17.309,16

ABF PALERMO – Accolto Ricorso contro Compass spa – € 17.309,16

Articolo pubblicato il 17 Ottobre 2019

Altra vittoria per un cliente SDL. Il collegio di PALERMO accoglie il ricorso a favore di un consumatore inerente una violazione della trasparenza bancaria su un prestito personale.
Al cliente SDL è stata riconosciuta l’applicazione del tasso sostitutivo pari al tasso minimo dei Bot, per un vantaggio complessivo di € 17.309,16

2019_02_08 COMPASS abf palermo ID 2251

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ABF MILANO – Accolto Ricorso contro Agos spa – € 8.498,91

ABF MILANO – Accolto Ricorso contro Agos spa – € 8.498,91

Articolo pubblicato il 27 Settembre 2019

Altra vittoria per un cliente SDL!
Il collegio di MILANO accoglie il ricorso a favore di un consumatore inerente una violazione della trasparenza bancaria su un prestito personale.

Al cliente SDL è stata riconosciuta l’applicazione del tasso sostitutivo pari al tasso minimo dei Bot, per un vantaggio complessivo di € 8.498,91

2019_01_21 ABF MI AGOS ID 3019

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Ammissione ctu mutuo usurario – Tribunale di Brindisi

Ammissione ctu mutuo usurario – Tribunale di Brindisi

Articolo pubblicato il 25 Settembre 2019

Siamo lieti di trasmetterVi l’ordinanza di cui all’allegato ottenuta presso il Tribunale di Brindisi dagli Avvocati Manigrasso e D’Elia, di cui Vi invitiamo a leggere il breve commento :
“Preg.mi Tutti,
con soddisfazione noi sottoscritti Avv. Mattia Manigrasso e Avv. Maria Antonietta D’Elia, Vi comunichiamo che, per conto di clienti Sdl, abbiamo ottenuto dal Tribunale di Brindisi provvedimento di ammissione Ctu nel giudizio di merito introdotto a seguito della sospensione del processo esecutivo.
Vi inoltriamo in allegato il suddetto provvedimento, del quale condividiamo i quesiti relativi all’individuazione dei tassi e del loro calcolo, ma non condividiamo il quesito che chiede al Ctu di ricalcolare gli interessi di mora eventualmente usurari al tasso legale, dovendo in realtà trovare applicazione l’art. 1815 II comma c.c..
Tuttavia l’azione promossa per conto dei clienti sta consentendo loro di abitare ancora l’immobile pignorato e di rivedere il dare-avere con la Banca relativamente al mutuo”

Ammissione CTU mutuo - Tribunale di Brindisi

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Sentenza positiva – Tribunale di Pescara

Sentenza positiva – Tribunale di Pescara

Articolo pubblicato il 25 Settembre 2019

E’ con viva soddisfazione che Vi alleghiamo la sentenza positiva ottenuta sul Tribunale di Pescara dall’Avv. Luca Rotondo. Vi invitiamo a leggere con attenzione anche il commento esplicativo del collega :
“Ho il piacere di segnalare la sentenza n. 257\2019 del Tribunale di Pescara, che stabilisce due principi di notevole importanza nel contenzioso bancario, in specie per l’analisi delle anomalie nei rapporti di conto corrente.

Nella causa in oggetto, promossa per l’accertamento di illeciti addebiti sul conto corrente di spese e commissioni non pattuite, la banca aveva omesso di produrre i contratti, pur avendo ricevuto dagli attori formale richiesta in via stragiudiziale ai sensi dell’art. 119 TUB, che la difesa degli attori aveva ritualmente prodotto.

Il Giudice ha stabilito che, in via generale, in applicazione dei principi generali in materia di onere della prova, è onere degli attori produrre il contratto di conto corrente ed i relativi estratti conto, al fine di accertare la dedotta illegittimità delle clausole impugnate e di ricostruire in maniera puntuale il rapporto contrattuale intercorso tra le parti, verificando la concreta applicazione di addebiti illegittimi.

Pur mancando agli atti la documentazione inerente al rapporto in contestazione, ogni problema è superato se gli attori dimostrano di essersi attivati, senza esito, per ottenere ai sensi dell’art. 119 TUB in via stragiudiziale dall’istituto di credito la documentazione relativa al rapporto bancario in oggetto, di cui non erano in possesso.

Se la banca non ha quindi dato seguito alla richiesta né ha prodotto i documenti richiesti, le conseguenze di tale mancata produzione non potranno che ricadere sullo stesso istituto di credito.

In assenza della produzione dei contratti, a causa della condotta della banca, non vi è prova di una valida pattuizione scritta relativamente alla capitalizzazione trimestrale degli interessi, alla CMS, agli interessi debitori, commissioni e spese non pattuiti e, conseguentemente, gli addebiti non giustificati da alcuna pattuizione devono essere restituiti al cliente.

Infine nella causa in oggetto la difesa della banca non ha contestato puntualmente le risultanze della perizia di parte fornita da SDL Centrostudi. Il Giudice ha quindi concluso, circa la quantificazione del ristorno in favore degli attori, che ben può farsi riferimento alla consulenza tecnica di parte attrice, sul punto non specificamente contestata dalla banca.”

Trib Pescara sentenza 257 del 13-2-2019

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SALVATA L’ABITAZIONE DEL CLIENTE! – Sentenza Tribunale di Venezia

SALVATA L’ABITAZIONE DEL CLIENTE! – Sentenza Tribunale di Venezia

Articolo pubblicato il 12 Settembre 2019

E’ con grande orgoglio che Vi trasmettiamo la sentenza positiva ottenuta dall’ottimo Avvocato Lorenzo Magrini presso il Tribunale di Venezia che ha permesso di salvare l’abitazione (!) al comune Cliente.

Di seguito Vi invitiamo a leggere con attenzione anche il commento esplicativo del Legale:

“…è con vivo piacere che Vi invio copia della sentenza n. 1888/19 del Tribunale di Venezia che ha accertato la nullità del contratto di mutuo fondiario sottoscritto dal sig. *************, dichiarando la carenza di legittimazione della Banca a procedere ad esecuzione forzata nei confronti dello stesso (l’esecuzione era già alla seconda asta per la vendita dell’abitazione del Cliente) e rigettando altresì la domanda di ripetizione dell’indebito.
La pronuncia risulta oltremodo interessante in quanto il Giudice ha ritenuto che l’assenza di condizioni di contratto sottoscritte dalle parti e relative al contratto di risparmio edilizio sottoscritto dal Cliente contestualmente al contratto di mutuo, inficino anche la validità di quest’ultimo contratto.
E’ una bella vittoria per il Cliente al quale è stata “salvata” l’abitazione.”

Sentenza Tribunale di Venezia

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Sentenza Positiva: Nullità del parametro Euribor – Tribunale di Chieti

Sentenza Positiva: Nullità del parametro Euribor – Tribunale di Chieti

Articolo pubblicato il 10 Settembre 2019

E’ con viva soddisfazione che Vi inoltriamo la sentenza positiva ottenuta sul Tribunale di Chieti dall’Avv. Luca Rotondo.

Vi invitiamo a leggere con attenzione anche il commento esplicativo:
“Ho il piacere di allegare la sentenza n. 565 assunta in data 4\9\19 del Tribunale di Chieti, Giudice Dott. Falco, che nell’esame di un contratto di mutuo a tasso variabile, parametrato alle variazioni dell’Euribor, ha accolto la doglianza dell’attore di nullità del parametro Euribor per il periodo dal 29/09/2005 al 30/05/2008, come accertata dalla decisione della Commissione Antitrust Europea – Direzione Generale della Concorrenza C(2013) 8512\1 in data 4.12.2013 nel caso AT39914.

Il Tribunale di Chieti ha quindi finalmente recepito la sentenza della Commissione europea che ha multato 4 Istituti di credito europei (Barclays, Deutsche Bank, Société Générale e Royal Bank of Scotland) per avere alterato a proprio favore il procedimento di determinazione del parametro Euribor.

La sentenza offre una dettagliata analisi del tasso Euribor e degli effetti della sua manipolazione, che determina la sua nullità nel periodo in cui è stata accertata dalla Commissione Antitrust e la sua sostituzione con il tasso legale.

Spiega il Giudice Unico Dott. Falco che l’Euribor costituisce un parametro di riferimento inteso a riflettere il costo dei prestiti interbancari in Euro ed è determinato sulla base delle quotazioni individuali di un gruppo di banche selezionate dall’European Banking Federation (EBF), a cui viene chiesto di supporre il tasso d’interesse che una banca primaria (primary bank) offrirebbe ad una seconda banca primaria per depositi interbancari a termine entro la zona Euro (in altri termini, l’Euribor indica il rendimento di un impiego non garantito in Euro a breve termine a un soggetto solvibile).

Tale meccanismo di determinazione presenta profili di vulnerabilità in quanto, dall’un lato, la quotazione dell’indice eseguita dalle banche non riflette un dato reale ed effettivo di mercato, ma consiste invece in una stima teorica effettuata dalle banche stesse; dall’altro lato, la quotazione è determinata secondo un procedimento meramente interno dell’impresa, non facilmente contestabile da un osservatore terzo, quale l’autorità di vigilanza.

Come accertato dalla Commissione Europea, con la decisione del 4.12.13 le banche incaricate di comunicare i dati richiesti – sfruttando le criticità sopra evidenziate – hanno aderito ad un piano comune, in base al quale hanno determinato le linee essenziali e i limiti delle reciproche azioni (o astensioni da azioni) nel mercato, così realizzando la fattispecie dell’accordo illecito di cui agli artt. 101 TFUE e 53 Accordo EEA, nonché la fattispecie della pratica concordata illecita.

Durante il procedimento sanzionatorio della Commissione le prove raccolte hanno dimostrato che le banche hanno tenuto sul mercato una condotta attiva causalmente connessa e conseguente ad una comune concertazione, finalizzata all’alterazione dei tassi.

In concreto, la Commissione ha accertato che, attraverso chat online, telefono ed e-mail, alcuni funzionari delle banche: scambiavano preferenze per una determinata quotazione oppure informazioni dettagliate sulle quotazioni future; utilizzavano i predetti dati per allineare le proprie quotazioni nonché le loro posizioni sul mercato; scambiavano informazioni dettagliate e sensibili sul commercio e sulla strategia dei prezzi relativi ai derivati Euro; comunicavano alle altre banche la quotazione appena presentata all’EBF, quando la stessa doveva rimanere segreta.

Le condotte illecite sono state attuate per consentire alle banche facenti parte dell’intesa di trarre profitti indebiti dall’alterazione delle diverse operazioni indicizzate secondo il parametro Euribor, in particolare distorcendo a proprio favore il prezzo dei derivati in Euro; inoltre, attraverso la comunicazione di tassi tendenti al ribasso, le banche hanno ingenerato la convinzione di disponibilità finanziarie superiori a quelle effettive, così realizzando l’intento di rappresentare una situazione patrimoniale e di liquidità distorta, in senso migliore, rispetto a quella reale.

La Commissione, al punto 57 della Decisione, afferma un principio, del resto ricordato e ribadito anche dalla giurisprudenza di Cassazione (Cass. civ., sez. III, 30/08/2011, n. 17798, Cass. civ., sez. III, 11/07/2014, n. 15902; Cass. civ., sez. III, 13/02/2009, n. 3525; Cass. civ., sez. III, 06/02/2004, n. 2301), in cui stabilisce che: “I tassi di riferimento sono una componente importante del prezzo degli strumenti finanziari derivati dal tasso di interesse con il quale sono acquistate e venduti dalle banche. La condotta descritta nella Sezione 4 è nel suo complesso designata a ridurre anticipatamente il fattore d’incertezza che sarebbe altrimenti stato presente nel mercato circa il comportamento futuro degli altri competitor”.

La Decisione stabilisce che i vari mezzi collusivi e meccanismi adottati erano tutti fondamentalmente pensati per pregiudicare la componente del prezzo di prodotti nel settore EIRD a loro vantaggio. Questo comportamento, per sua stessa natura, ha l’obiettivo di limitare la concorrenza ai sensi dell’art. 101 del Trattato e l’art. 53 dell’Accordo EEA.

L’art. 101 del Trattato, come le altre regole sulla concorrenza del Trattato, è pensato per proteggere non solo gli interessi immediati di altri competitori individuali o dei consumatori, ma anche per proteggere la struttura di libero mercato e dunque la concorrenza in quanto tale. La durata dell’illecito è stato accertato dalla Commissione dal 29/09/2005 al 30/05/2008, dovendosi di conseguenza ritenere la legittimità del tasso Euribor negli altri periodi non oggetto degli accertamenti della Commissione Europea.

La decisione della decisione della Commissione europea ha diretta rilevanza nella disciplina dei contratti di finanziamento bancario e dei prodotti finanziari (quali derivati, obbligazioni bancarie, titoli di Stato, obbligazioni corporate) che prevedano un meccanismo di indicizzazione degli interessi, a scadenze periodiche predeterminate, secondo l’andamento del parametro Euribor: sorge infatti la questione, sollevata dagli attori nel presente giudizio, della possibile invalidità ditale tasso convenzionale per il periodo in cui si è verificato l’illecito antitrust.

Il Giudice inoltre richiama il principio della prevalenza del diritto comunitario su quello interno il che vale, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, anche nei rapporti tra norme dell’Unione europea e norme degli Stati membri. Nella dichiarazione n. 17 allegata all’atto finale della Conferenza di Lisbona firmato il 13.12.2007 si “ricorda che, per giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell’Unione europea, i Trattati e il diritto adottato dall’Unione sulla base dei Trattati prevalgono sul diritto degli Stati membri alle condizioni stabilite dalla summenzionata giurisprudenza”.

Il Tribunale inoltre specifica che, a prescindere dal fatto che la specifica controparte contrattuale abbia o meno preso parte all’accordo distorsivo, la manipolazione del tasso influenza in ogni caso il tasso convenzionale applicato nel corso del rapporto, rendendolo nullo, per il periodo in cui la indebita alterazione di esso (avvenuta in forza della relativa clausola contrattuale, come eterointegrata in modo illecito) ha avuto applicazione.

Tale nullità discende sia dalla indeterminatezza ed indeterminabilità oggettiva dell’oggetto della clausola relativa al tasso Euribor nel periodo di intervenuta alterazione dei criteri di calcolo del medesimo), ex artt. 1346 e 1418, comma 2°, cod. civ., sia per intervenuta violazione – nella applicazione del tasso di interesse così alterato – delle norme imperative impositive del divieto degli accordi e delle intese di cui agli artt. 2 l. n. 287/1990, 101 TFUE e 53 EEA: sicché l’utente può agire per la dichiarazione di nullità della clausola contrattuale e per la ripetizione delle somme, e può farlo anche laddove la controparte contrattuale non abbia preso parte alla manipolazione del parametro Euribor, restando esclusa, in tal caso, l’azione per il risarcimento del danno anticoncorrenziale, che può essere proposta esclusivamente contro gli autori della violazione antitrust.

Del resto, la giurisprudenza di legittimità è consolidata nella affermazione per cui, “in tema di contratti di mutuo, perché una convenzione relativa agli interessi sia validamente stipulata ai sensi dell’art. 1284 c.c., comma 3, che è norma imperativa, la stessa deve avere un contenuto assolutamente univoco e contenere la puntuale specificazione del tasso di interesse; ove il tasso convenuto sia variabile, è idoneo ai fini della sua precisa individuazione il riferimento a parametri fissati su scala nazionale alla stregua di accordi interbancari, mentre non sono sufficienti generici riferimenti, dai quali non emerga con sufficiente chiarezza quale previsione le parti abbiano inteso richiamare con la loro pattuizione” (Cass. civ., sez. VI-1, sent., 30/10/2015, n. 22179; Cass. nn. 12276/2010, 14684/2003, 2317/2007).

Dalla considerazione della nullità della clausola relativa al tasso Euribor – come calcolato ed applicato, nell’ambito del rapporto di mutuo stipulato nel 2004, nel periodo 29/09/2005 al 30/05/2008 – nonché del fatto che la convenuta non ha mai contestato la mancanza di incidenza della alterazione dell’Euribor nel predetto rapporto, discende la necessità di rimessione della causa in istruttoria per un supplemento di CTU, al fine di rideterminare i rapporti di dare ed avere relativi al predetto rapporto, sostituendo al tasso Euribor con il tasso legale tempo per tempo vigente, ai sensi degli artt. 1346/1284 III comma c.c., non già con il tasso sostitutivo di cui all’art. 117 comma VII TUB, applicabile soltanto nelle diverse ipotesi di “inosservanza del comma 4” (“I contratti indicano il tasso d’interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora”), e di “nullità indicate nel comma 6” (“Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati nonché quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni piu’ sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati”).

Sentenza 565 del 4-9-19 Trib CH

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Tribunale di Cassino- sospensione titolo e ammissione CTU

Tribunale di Cassino- sospensione titolo e ammissione CTU

Articolo pubblicato il 11 Luglio 2019

Siamo lieti di allegare l’ordinanza ottenuta presso il Tribunale di Cassino dall’Avv. Ivo Baldassini di cui Vi invitiamo a leggere il breve commento :

“Vi rimetto in allegato il provvedimento reso dal del Giudice del Tribunale di Cassino che, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 29 aprile scorso, ed in accoglimento delle doglianze svolte da questa difesa negli scritti depositati in atti, ha preliminarmente sospeso l’efficacia del titolo esecutivo (mutuo condizionato) posto a fondamento dell’atto di precetto opposto e dunque, ritenuta necessaria le chiesta C.T.U. tecnico-contabile, ha nominato il Professionista e rinviato per il giuramento ed il conferimento dell’incarico all’udienza del giorno 18.10.2019.
Nel caso di specie, risulta evidente la contrattualizzazione ab origine di tassi di interesse di natura usuraria, nonché l’indeterminatezza delle condizioni contrattuali soprattutto in violazione delle norme sulla trasparenza bancaria come invocate da questo difensore e che certamente saranno oggetto dell’indagine peritale del nominato ausiliare.”

Tribunale di Cassino_sospensione e ammissione CTU

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