Alla fine chi ci rimette sono sempre i soliti risparmiatori e le imprese: questi strumenti sono un fattore di rischio per i correntisti che però non si riassume al solo stato finanziario delle banche, ma che spesso deve tener conto anche della diffusione e del pericolo che portano con sé alcuni prodotti finanziari venduti dalle stesse con leggerezza e spesso poca chiarezza. Le obbligazioni subordinate, purtroppo così note negli ultimi mesi a spese dei risparmi degli investitori, sono il più chiaro esempio di questa tendenza”.  

L’avvocato Serafino Di Loreto intervistato su Finanza & Business 

 

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